Online la prima “Ave Maria” cantata dall’anima di Giulietta, che chiede perdono alla Vergine per il sangue versato da Montecchi e Capuleti

Il brano, tratto dall’operaJuliet – Rock opera, è cantato dall’anima di Giulietta, che si è appena uccisa con il pugnale di Romeo nella cripta di famiglia a Verona e chiede perdono alla Vergine per il sangue versato, il male alimentato dall’odio arcaico che consuma Montecchi e Capuleti.

Copertina album “Juliet – Rock opera”

Nel brano l’inedita Giulietta post mortem, attraverso la voce del soprano, si rivolge alla Mamma di tutte le mamme, l’unica “madre dolcissima” che oramai può aiutarla, dopo che né la sua mamma naturale né la sua nutrice hanno voluto sostenerla nel momento più difficile della sua vita.

Il canto dedicato alla Madonna è estratto da “Juliet – Rock opera”, la prima opera di rock sinfonico che affronta dal solo punto di vista di Giulietta la celebre storia d’amore dei due innamorati di Verona in un inedito intreccio di musica rock, lirica e sinfonica. L’opera, scritta e composta dalla band salentina Bolero – Antonio Bruno, chitarra e voce, Rocco Palazzo alle tastiere, Maurilio Mimmi al basso, Paolo Colazzo alla batteria -, è organizzata in quindici brani in tre lingue (italiano, inglese e latino) uniti tra loro da otto parti narrative scritte e recitate dall’attore Mino Profico.

La famosa antifona “Ave Maria”, che riprende le parole dell’Angelo alla fanciulla di Nazareth narrate nel Vangelo di Luca (Lc 1,26-38), è stata storicamente musicata a partire dall’età del Rinascimento. Famosissima è la versione di Franz Schubert che compose una canzone dal titolo “Ellens Gesang III: Hymne an die Jungfrau“, che appartiene al ciclo dei brani tratti dal poema scozzese di Walter Scott, in cui la protagonista invoca la Madonna; le parole iniziali pronunciate dalla fanciulla, “Ave Maria“, possono aver dato l’erronea idea che Schubert abbia adattato la sua melodia al testo della preghiera della tradizione cattolica. Questa melodia divenne famosa in seguito con il testo latino dell’“Ave Maria”. Molto celebre è anche la versione di Charles Gounod, scritta sulla base del primo preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach. Numerosi sono i compositori che hanno dedicato una propria “Ave Maria” alla Vergine, ricordiamo per esempio Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Anton Bruckner, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini che ne compose anche una su due sole note, e Saverio Mercadante.

Il brano dei Bolero è l’undicesimo dell’album, pubblicato da Alphard record con copertina e grafiche realizzate dall’artista brindisino Filippo Motole ed è disponibile su tutti gli store digitali Juliet_Rock_opera_album. Online anche il video del singolo “Juliet” al link Juliet_Bolero, con Selenia Stoppa nel ruolo di Giulietta – che compare anche sulla copertina dell’album-, e il trailer del cd Juliet_trailer_album_Bolero.

Ricorrono inoltre quest’anno i quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, il poeta e drammaturgo che ha dato forma ad opere straordinarie come “Giulio Cesare”, “Macbeth”, “La tempesta”, “Otello”, “Re Lear”, “Amleto”, “Antonio e Cleopatra”, “Il mercante di Venezia”, “Sogno di una notte di mezza estate” e “Romeo e Giulietta”, che possiamo considerare forse la più popolare storia d’amore di tutti i tempi. La vicenda dei due giovani è attuale ancora oggi, basti pensare al dramma delle “spose-bambine” che come Giulietta hanno una famiglia, un padre che decide della loro vita: sono costrette spesso a sposare un uomo che non amano.

Alcune immagini del dramma umanitario delle “spose-bambine.”

Secondo l’organizzazione mondiale “Plan International” sono dieci milioni ogni anno le bambine che si sposano prima dei diciotto anni e la percentuale più alta delle giovani date in matrimonio prima dei quindici anni si registra in alcuni paesi africani come il Niger, il Chad, seguiti da Bangladesh, Mali, Etiopia e Guinea. Il dato più preoccupante fornito dall’ong impegnata a livello internazionale, è che si sposa una bimba ogni tre secondi, in alcuni casi la sposa ha addirittura cinque anni. Per le famiglie povere infatti il matrimonio è la soluzione al problema delle tante bocche da sfamare e ne sono vittima oggi, come quattrocento anni fa, tante fanciulle a prescindere dal proprio credo religioso.

Musicisti che hanno collaborato alla registrazione dell’album:

Band Bolero: Antonio Bruno – chitarra;  Rocco Palazzo – piano e tastiere;  Maurilio Mimmi – basso; Paolo Colazzo – batteria. Soprano: Maddalena Palazzo.

Archi – Violini: Valerio Toma; Daniela Aloisi; Paola Barone; Alessandra Maglie;  Joele Micelli; Veronica Schifano. Viole: Fernando Toma; Andrea Caputo;  Armando Ciardo;  Cristian Musio.

Violoncelli: Rosa Andriulli;  Eleonora Fullone;  Gabriele Musio.

Coro – Soprano: Maria Luisa Lattante; Marta Nigro. Mezzosoprano: Angela Zingarelli; Tiziana Muraglia. Tenori: Francesco Tafuri; Giuseppe Tafuri. Baritono: Giorgio Schipa.